Intensificati i controlli dei Carabinieri sugli impianti Sorical

Calabria, Sabato 17 Giugno 2017 - 12:43 di Redazione

Grazie ad una stretta collaborazione con il Comando Provinciale di Catanzaro dell'Arma dei Carabinieri, SORICAL reagisce alla sequenza di furti e devastazioni operate negli scorsi mesi da bande di malviventi che, per rubare delle anche modeste quantità di cavi ed altro materiale in rame, non hanno esitato a danneggiare severamente alcuni tra i più importanti nodi di produzione acquedottistica a servizio dei maggiori centri della Provincia di Catanzaro. Enormi sono stati i danni economici per la SORICAL, dell'ordine di alcuni milioni di euro, ma ancora maggiore il danno per la popolazione, privata di un servizio essenziale quale la fornitura dell'acqua potabile per tutto il tempo necessario a che SORICAL riuscisse a fare ripartire gli impianti, anche con allestimenti provvisori di fortuna.SORICAL ha dapprima fornito al Comando Provinciale di Catanzaro dell'Arma dei Carabinieri tutte le più importanti informazioni tecniche sugli impianti potenzialmente a rischio, allo scopo di inserire tali impianti tra gli obbiettivi sensibili sui quali effettuare dei costanti controlli da parte delle pattuglie sul territorio. A tale scopo sono state fornite le cartografie digitali estratte dal sistema informativo territoriale di SORICAL e l'Arma può quindi avere disponibile, sul palmare di ciascuna pattuglia, la precisa localizzazione sul territorio degli impianti.SORICAL ha contemporaneamente attivato l'installazione di numerosi impianti di videosorveglianza e di allarme, anche avvalendosi di specifici brevetti e tecnologie particolari, sviluppate da aziende specialistiche nel corso degli ultimi anni proprio per contrastare la piaga dei furti di rame.La reazione di SORICAL è comunque ancora più radicale, dal momento che il Direttore Ing. Sergio De Marco ha ormai assunto la decisione di installare solamente cavi e componenti primari in cui, invece del rame, così appetibile per le bande di malviventi, si impiega dell'alluminio che non ha alcun interesse commerciale per un suo eventuale riciclo. Tale scelta operativa è in tutto coerente con quanto recentemente fatto da grandi aziende come ENEL, TELECOM ed altre che avevano dovuto subire danni e costi gravosissimi nel corso degli ultimi anni.Il rifacimento degli impianti elettrici a servizio degli acquedotti del Sansinato, del campo pozzi Alli basso, del sollevamento Maiorizzini ed altri minori, che erano stati completamente devastati dai ladri, sta avvenendo infatti solo con cavi in alluminio ed allo stesso modo, tutti gli interventi di ammodernamento che si susseguiranno in futuro saranno orientati secondo la medesima soluzione tecnica che, seppure più gravosa da un punto di vista della posa in opera dei componenti, più pesanti e di maggiori dimensioni, dovrebbe annullare del tutto il problema.



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