Omicidio a Simeri nel 2015, Gratteri: "Ricostruito in modo minuzioso movimenti dei 4 fermati" VIDEO

Calabria, Venerdì 21 Settembre 2018 - 17:06 di Redazione

Nelle prime ore del mattino, nei comuni di Botricello (CZ) e Lecco (LC), i militari della Compagnia Carabinieri di Sellia Marina, supportati da personale dell’Arma territoriale di Lecco, hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal GIP del Tribunale di Catanzaro su richiesta della Procura della Repubblica di Catanzaro, nei confronti di 4 indagati, ritenuti responsabili in concorso dell’omicidio aggravato di ROSSO Francesco cl. ‘80, perpetrato in Simeri Crichi (CZ), il 14 aprile 2015, mediante l’esplosione di tre colpi di pistola al viso ed al torace allorquando si trovava intento a lavorare nella macelleria di famiglia. La misura, che trae origine da una complessa indagine del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Sellia Marina e del Reparto Operativo del Comando Provinciale di Catanzaro, condotta tra aprile 2015 e novembre 2017, ha recepito la minuziosa ricostruzione dei momenti immediatamente precedenti e successivi all’evento omicidiario, consistita nell’analisi di decine di riprese di impianti di videosorveglianza e di centinaia di dati inerenti al traffico telefonico e dati, che hanno portato all’univoca enucleazione del gruppo di fuoco resosi responsabile dell’omicidio. In un quadro di elevata gravità indiziaria, l’attività investigativa ha così portato all’individuazione del materiale esecutore dell’efferato delitto in MONTI Danilo, cl. ’91 originario di Cerva (CZ) domiciliato a Lecco, che, tramite il concorso morale e materiale di PROCOPIO Gregorio, cl. ’62, PROCOPIO Antonio, cl. ’87, e SCULCO Vincenzo, cl. ’88, tutti residenti in Botricello (CZ), aventi compiti di ricognizione dei luoghi, ha potuto portare a compimento il disegno criminoso. Le responsabilità imputabili ai soggetti indagati sono state acclarate mediante l’interpolazione delle informazioni assunte nelle immediatezze dei fatti con la progressiva confutazione degli alibi artatamente creati, in virtù dell’acquisizione di plurimi dati di fatto emersi durante l’attività di ricognizione informativa (tracciamento satellitare mediante GPS di un’auto utilizzata, celle di aggancio degli apparati cellulari, tabulati telefonici, immagini impianti TVCC, attività di captazione) che hanno acclarato come l’omicidio di ROSSO Francesco fosse stato accuratamente premeditato, con più sopralluoghi effettuati in diversi momenti dai quattro indagati prima dell’omicidio, atti a verificare la presenza di impianti di videosorveglianza pubblici e privati sulle vie di accesso e fuga dal luogo del delitto. Nonostante l’elevata attenzione posta in essere dai quattro indagati sia nelle fasi propedeutiche, in costanza ed in epoca successiva all’esecuzione, il complessivo quadro probatorio emerso dalle indagini ha condotto all’emissione del provvedimento in tratto.

"Abbiamo lavorato tutti insieme minuziosamente per ricostruire l'omicidio" - ha detto a margine della conferenza stampa il Procuratore della Repubblica, Nicola Gratteri. "Un omicidio inquietante" - ha commentato il procuratore aggiunto Capomolla. Per il capitano dei carabinieri De Francesco fondamentale nelle indagini un'auto parcheggiata davanti la casa della vittima il giorno prima dell'assassinio. "Siamo partiti da lì ed a ritroso abbiamo ricostruito i movimenti degli indagati ed il loro coinvolgimento nell'omicidio".

Ai nostri microfoni Gratteri, Capomolla e il capitano De Francesco



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