L'artista Mario Loprete con l’opera “B-Boy” vince il Premio Internazionale Lìmen Arte

Calabria, Lunedì 28 Maggio 2018 - 15:58 di Redazione

L'artista Mario Loprete con l’opera “B-Boy”, per la sezione “Artisti italiani e stranieri” ha vinto Premio Internazionale Lìmen Arte. La cerimonia di premiazione si è svolta nella sede della Camera di commercio di Vibo alla presenza del neo presidente Antonio Catania, di Donatella Romeo, direttore del Museo d’Arte Limen, dei curatori Antonia Ciampi, Laura Caccia, Enzo Le Pera. Mario Lo Prete è un’artista che lavora e vive a Catanzaro e dove si è aureato presso l’Accademia di Belle Arti. Le opere di Lo Prete si ispirano al mondo dell’hip-hop. Da questo movimento culturale ha estrapolato l’essenza per creare le sue opere d’arte. “B-Boy”, con la quale ha vinto il premio Lìmen, rientra nel ciclo “Black”. “Nei lavori del mio ciclo “ Black” – afferma Mario Loprete -  nel quale indago e scruto il mondo dell’hip hop americano, cerco punti di riferimento iconografici con il mondo dei giovani italiani , attenti e accorti nell’ assorbire dallo stereotipo statunitense fondamenti ispiratori. Tutto nasce negli anni ’70 dalla miscela esplosiva di diversi stili: il soul, il jazz, R&B (Rhythm & Blues), il funky e la Black-music il tutto mixato ad arte dal D.J. che attraverso lo scratch, il cut e il rap ne fa una vera e propria carica di energia musicale. In poco tempo la definizione “Hip-Hop” identificava non solo uno stile musicale ma anche una filosofia, uno stile di vita, una cultura che spazia in diversi momenti della vita delle persone: dallo sport “da strada” quali lo skate boarding, all’arte metropolitana e al ballo con la break dance, un’onda talmente potente da dar vita ad una vera e propria comunità Hip-Hop presente in tutto il mondo. L’Hip-Hop si basa su diverse discipline: l’M.C.ing (Master of Ceremony – Maestro di Cerimonia) il cantante tanto per intenderci, colui che da vita alle parole, il D.J.ing che fornisce un’anima al testo, il breaking che ne contraddistingue i movimenti ed infine il writing chiamato dai profani graffiti; I ragazzi che seguono questa cultura sono chiamati “B-BOY” mentre le ragazze “FLY” più in generale si identificano tutti sotto il nome di “Rapper”. “Ebbene – continua Loprete - tutto ciò cerco di riprenderlo nelle mie opere, cercando di elevare e far conoscere l’hip hop come un movimento di rivolta contro il disagio giovanile. La mia continua ricerca mi ha portato ad utilizzare un nuovo supporto: il cemento armato, un materiale creato millenni fa dai Romani, ma al tempo stesso attuale. E’ il materiale contemporaneo che più di tutti simboleggia l’industrializzazione occidentale e la modernità. Ad ogni latitudine è usato come base sulla quale i Writers fanno esplodere la loro creatività. Allo stesso modo utilizzo il cemento come supporto per i miei olii. Il mio desiderio è di portare la città, l’urban style, la contemporaneità nelle case, nelle gallerie nei musei”. Si può, quindi, affermare che Mario Loprete è un innovatore che utilizza una particolare tecnica scultorea con cemento armato e pittorica per creare opere d’arte uniche e attuali con una grande capacità comunicativa. Proprio questo suo stile originale definito “conceptual sculture” è stato premiato dai curatori del premio Lìmen 2018. 

Il Premio Lìmen si propone di candidare Vibo Valentia come centro di valorizzazione della arte e della cultura attivando ogni anno un programma che comprende, da una parte, una ampia mostra collettiva in cui vengono presentati i migliori artisti nazionali ed internazionali d’arte contemporanea e le migliori promesse delle Accademie, e dall’altra, iniziative volte a far incontrare il mondo dell’offerta formativa con i giovani in formazione e con il territorio. Il Premio si è svolto fino alla VI edizione nel prestigioso Palazzo Comunale Enrico Gagliardi, uno tra i più significativi simboli del patrimonio storico e artistico di Vibo Valentia, mentre, a partire dal 2015, l’evento si tiene presso la sede camerale, ubicata nell’altrettanto prestigioso quattrocentesco Complesso Valentianum. L’evento, inoltre, che si sta inserendo sempre più nel tempo in un autorevole circuito nazionale ed internazionale, produce un ulteriore effetto, non meno rilevante, che è quello di implementare la collezione d’arte contemporanea della Camera di Commercio, che, ogni anno con nuove opere, rimane in esposizione permanente presso la sede dell’Ente a vantaggio di tutta la collettività. Il nome del Premio - Lìmen Arte - è ispirato alla rivista “Lìmen” della Camera di Commercio di Vibo Valentia, e sottintende il significato dell’evento quale “soglia” per entrare nel territorio dell’arte.

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