Comunali 2017: Abramo va, Ncd-Psi verso l'accordo, M5S con le idee chiare. Il Pd rischia di sparire

Catanzaro, Giovedì 12 Gennaio 2017 - 09:56 di Redazione

Le elezioni comunali del 2017 a Catanzaro assumono di giorno in giorno connotati sempre più chiari ed il rebus candidature prova a trovare soluzione. Un nuovo passaggio rilevante si è consumato ieri in ambito nazionale, con il referendum sull'articolo 18 che non si farà, poiché la consulta ha deciso di ammettere solo due dei tre quesiti referendari al vaglio degli elettori ed è molto probabile che il governo corregga il tiro legiferando in materia ed evitando così un nuovo referendum ed una spesa di milioni di euro.

Questa sentenza, se fosse stata positiva, avrebbe dovuto allontanare il voto anticipato, cosa non esclusa considerato il malore del Premier che complica non poco il percorso della maggioranza. Tuttavia, oggi, non si può certo escludere un Election day, con elezioni politiche ed amministrative unite. Questo scenario contribuisce a rendere maggiormente confusionario il quadro delle elezioni comunali a Catanzaro.

Al momento ai nastri di partenza c’è il Movimento Cinque Stelle, con una donna, Luana Tassone, in pole. Ci sono poi altri gruppi che possono essere definiti consolidati: il Centrodestra con Sergio Abramo, impegnato a riempire le liste e dunque in vantaggio sugli avversari politici.

C’è il Centro, che sta venendo fuori dalla lista Catanzaro da Vivere con UDC ed altre due probabili liste civiche di oggettiva forza di aggregazione, ma resta un mistero il nome del candidato a sindaco.

Nelle ultime ore un confronto tra le forze di Governo nazionale, Ncd e Pd, è stato chiesto dal Psi, unito ad “Adesso Catanzaro” e “Programma Popolare”. Il senatore Piero Aiello ha già dato l’ok sul programma politico al commissario dei Socialisti Piero Amato ed un punto in comune per vedere unite le due forze di Governo è ad un passo.

Il Pd invece non ha risposto all'invito. Certo, riuscire ad identificare il Pd è impresa ardua. La matassa è in mano al segretario regionale Ernesto Magorno, che però, appena pochi mesi fa, non ha raccolto risultati esaltanti alle amministrative. Gli altri, da Enzo Bruno a Enzo Ciconte, passando dai consiglieri comunali, rimangono assolutamente autoreferenziali e un accordo comune sembra una chimera.  

Questa situazione di eterno stand-by, trascorso a studiare le mosse degli altri e a tessere maggioranze difficili da ricomporre, pone il Centrosinistra in una condizione di attuale terzo polo, nonostante apparentemente sarebbe il favorito. Resta in piedi la candidatura di Maurizio Mottola D'Amato, un imprenditore considerato troppo indipendente dall'apparato e dunque un'opzione difficile da gestire per molti navigati politici della città. Nel frattempo sia Abramo che l'area Aiello-Amato continuano a reclutare ed organizzare le truppe, considerate le grandi capacità di entrambi nell'organizzazione delle campagne elettorali. Nel Centrosinistra, capeggiato dal Pd, manca invece un vero leader e si naviga a vista, senza obiettivi e senza il reale coinvolgimento della base. Ad oggi, se non ci sarà un’accelerata importante, la probabilità di un Pd terzo polo ed escluso da un eventuale ballottaggio diventa sempre più concreta.   



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