Cisal: "Ci hanno messo a 40 gradi"

Calabria, Venerdì 14 Luglio 2017 - 13:45 di Redazione

“Da alcuni giorni il personale regionale, e non solo, in servizio negli uffici del Comalca vive uno stato di profondo disagio dovuto al mancato funzionamento dell’impianto di climatizzazione che porta la temperatura nell’edificio ben oltre i 40 gradi”. Ecco la denuncia della Cisal, che rincara la dose: “Lavorare in tali condizioni, soprattutto per chi deve fronteggiare le emergenze H24, è davvero vergognoso, andando forse a detrimento delle capacità operative di lavoratori fiaccati dall’opprimente calura”. Ma dove sta il problema, lo spiega sempre il sindacato: “Parrebbe che i tecnici preposti, da una verifica effettuata lo scorso 29 giugno, abbiano rilevato che il blocco dell’impianto di climatizzazione sia stato causato dall’errato intervento di un’altra ditta intervenuta nella sede dello stesso Comalca. Si tratta probabilmente di lavori maldestri effettuati dall’Uoa di Protezione Civile al fine di economizzare e quindi eseguiti da unità non specializzate. Fatto che avrebbe comportato il fermo dei macchinari. Ma sembra pure che la squadra di tecnici intervenuta nell’edificio abbia segnalato e contestualmente individuato la causa del guasto e la fuoriuscita di fumo dal quadro elettrico di comando. Problemi, questi ultimi, verosimilmente causati – prosegue la nota della Cisal – da lavori, in fase di esecuzione, sugli impianti elettrici del Comalca che, al pari degli altri in dotazione: sanitario, idrico, di condizionamento, sono stati oggetto di sostanziali modifiche. Integrazioni operate di recente che non escluderebbero potenziali rischi di incendio. Un pericolo grave che va scongiurato in ogni modo”. Ecco perché la Cisal riprende nel testo una sua ‘vecchia battaglia’ sul Comalca: “In qualità di sindacato, se qualcuno lo ricorda, in tempi non sospetti avevano ragione a essere preoccupati quando abbiamo segnalato nello stabile lavori ‘anomali’ e ‘impropri’, fatti da personale non specializzato che mai avrebbe potuto rilasciare alcuna certificazione di conformità”. Il sindacato si rivolge poi direttamente alla Regione: “Invitiamo l’ente a intervenire con urgenza per risolvere la questione, sapendo bene che è manutenzione in ‘extra canone’ ovvero comportante un aggravio di spesa a carico della Regione e quindi dei cittadini. Denaro che ora dovrà esser speso. E seppur positiva l’economia sui lavori, non altrettanto si può dire dell’autonomia decisionale nell’eseguirli. Perché è certo che ora ci sarà bisogno del ripristino della funzionalità impiantistica previa la riparazione dei vari danni rilevati dai tecnici, finora pare neppure valutati”. Rimostranze che celano un’altra legittima preoccupazione della Cisal: “Temiamo, a questo punto a ragion veduta, che tale situazione possa avvenire anche nella Cittadella, perché come nello stabile in cui è ospitato il Comalca l’Uoa di Prociv sta eseguendo lavori strutturali, malgrado il megapalazzo sia appena stato costruito, e con l’impiego di unità della ditta Fastweb e dunque senz’altro competenti nelle telecomunicazioni ma non di sicuro nelle ristrutturazioni. Ci chiediamo pertanto cosa c’entrino questi dipendenti con simili interventi? Chissà che l’azienda non abbia in essere anche una convenzione per rendere servizi diversi dall’abituale mission, ma ci sembrerebbe strano. Motivo per cui rivolgiamo l’interrogativo a chi deve vigilare su quanto sta accadendo anche in Cittadella, che ricordiamo essere la casa dei calabresi e non certo una proprietà privata”



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