Nicolò: "Ci sono ben più validi motivi per incatenarsi a Palazzo Chigi"

Calabria, Domenica 19 Novembre 2017 - 14:39 di Redazione

“Motivi davvero validi, anzi sacrosanti, per incatenarsi ad oltranza davanti a Palazzo Chigi, al presidente Oliverio li hanno offerti giovedì scorso i tantissimi cittadini lavoratori e disoccupati calabresi che hanno partecipato alla manifestazione indetta dai sindacati Cgil e Uil nel piazzale della Cittadella regionale a Germaneto di Catanzaro”. E’ quanto afferma il capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale, Alessandro Nicolò, che prende spunto dalla iniziativa sindacale per osservare: ”I pensionati, i disoccupati, i precari, i percettori di mobilità in deroga, ma anche i tanti giovani che speravano negli incentivi per mettersi in proprio: c’erano tutte le categorie più penalizzate che levavano la loro voce per chiedere prospettive concrete di lavoro, per protestare ed elencare la nota interminabile delle delusioni, delle mancate aspettative, delle promesse tradite in Calabria dalla giunta regionale e dal governo di Roma”. “Quanti erano? – si chiede Nicolò – Cinquemila? Tremila? Duemila, a manifestare ai piedi della Cittadella di Germaneto?” “Erano sicuramente tantissimi ma non è certo una questione di numeri – sostiene il capogruppo di Forza Italia – perchè la manifestazione di giovedì, pone una questione di fondo che è tutta politica: quella dello scollamento del rapporto tra il governo di centrosinistra guidato da Mario Oliverio e pezzi importanti della sua stessa coalizione. E’ inutile che Oliverio faccia finta di niente, tentando di enfatizzare il suo ‘duello di potere’ col commissario alla Sanità, Massimo Scura, emissario dei governi ‘amici’ di Matteo Renzi e Paolo Gentiloni… La manifestazione indetta da Cgil e Uil ha sancito e reso plateale che Oliverio e la sua giunta hanno deluso e perso importantissime componenti di quello schieramento che tre anni fa lo ha eletto con una notevole percentuale di voti”. Ancora Nicolò: “Davanti alla Cittadella si sono rivelati pubblicamente distacchi clamorosi, oltre alle due importanti organizzazioni sindacali promotrici della protesta, storicamente rappresentative di componenti di primo piano dell’area politico-sociale di riferimento del centro sinistra, alla testa della manifestazione, c’erano politici regionali, come il collega Carlo Guccione, esponente di primo piano dello stesso partito di Oliverio, uomini e donne delle amministrazioni locali, rappresentanti del mondo del volontariato e dell’impegno civile, come Don Ennio Stamile referente regionale di Libera”. “Si è registrata – aggiunge Nicolò – una presenza massiccia e significativa di categorie di uomini, donne, anziani, giovani, lavoratori, precari e disoccupati, dando voce al loro disagio e prospettando addirittura uno sciopero generale di protesta. Hanno rivendicato quello che era stato promesso solennemente: un cambio di passo nelle politiche di programmazione, l’attuazione della spesa delle risorse statali e comunitarie attualmente disponibili che, a tre anni dall'insediamento della nuova giunta, sono ancora per la maggior parte inutilizzate.” “Ma non si sono solo limitati a lamentare e protestare – continua l’esponente politico - hanno anche presentato una precisa piattaforma rivendicativa, dal rinnovo del contratto regionale della forestazione al potenziamento di Calabria Verde, dalla riorganizzazione del sistema consortile alla definizione di certezze sul fondo nazionale per la forestazione”. “E’ stata focalizzata l’attenzione, peraltro da noi spesso richiamata, con un preoccupante dossier sui bandi, gli avvisi e le graduatorie pubblicati dalla Giunta regionale.  41 bandi che la Regione ha finora pubblicato e sui quali sarebbero emerse e accertate situazioni al limite del grottesco, come la graduatoria definitiva per i 7 milioni destinati all'acquisto di servizi qualificanti delle Pmi, che è stata definita solo dopo ben 15 mesi di attesa. Su questo - conclude Nicolò – chiederemo conto con apposite iniziative ed atti istituzionali. E sarà anche nostra cura chiedere chiarimenti nelle sedi opportune su altri casi-limite come le lungaggini nella stessa tempistica dei bandi sul potenziamento della competitività per un valore di 35 milioni (ancora, dopo oltre un anno dalla pubblicazione, in fase di valutazione), sugli avvisi per l'occupazione sostenibile (circa 70 milioni) e più in generale sulla spesa complessiva di oltre 2 miliardi della quale, secondo la Uil, risulterebbe impegnato il 54% ma quella certificata ammonterebbe a 50 milioni”.  ​ 



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