Codacons: "Nessun dato sensibile sui bambini non vaccinati può essere diffuso dalle Asl alle scuole"

Calabria, Lunedì 12 Marzo 2018 - 14:57 di Redazione

"Nessun dato sensibile sui bambini non vaccinati può essere diffuso dalle Asl alle scuole o ad altri soggetti, e tutti i direttori delle aziende sanitarie che violeranno tale disposizione dovranno essere indagati per abuso di atti d'ufficio".  Lo afferma il Codacons, che presenterà oggi una diffida alle Asl Calabresi ed un esposto in Procura affinché siano pienamente tutelati i diritti delle famiglie e si evitino abusi sui dati sensibili dei minori.  "Il Garante della Privacy ha espresso di recente parere favorevole al modello regolamentare di flussi dei dati Asl/Scuole elaborato dal Ministero della salute al fine di escludere dall'istruzione i bimbi non vaccinati, ma tale parere non può in nessun caso violare i principi fondamentali del Codice della Privacy", denuncia il Codacons. "E' preciso obbligo delle scuole e delle Asl - denuncia il Codacons nell'esposto e nella diffida alle Asl - predisporre misure idonee a proteggere i dati sensibili degli alunni anche attivando corsi di formazione per i dipendenti che accedono al trattamento dei dati, e tutti i direttori generali delle aziende sanitarie che non si atterranno a tali principi dovranno essere indagati per abuso di atti d'ufficio".  Ma il Codacons denuncia anche il caos scoppiato in queste ore sul fronte dei vaccini, con decisioni diverse tra i diversi Comuni e circolari che aumentano i dubbi e rendono incerti gli adempimenti a carico delle famiglie.  "Si stanno creando discriminazioni e trattamenti diversificati dei bambini rispetto all'obbligo vaccinale non solo da regione a regione, ma anche da comune a comune.  Ciò determina una disparità di trattamento per le famiglie a seconda del luogo di residenza ed eccessi inaccettabili con alcune scuole che hanno chiesto ai genitori adempimenti ulteriori rispetto a quanto previsto dalla legge ed enti che minacciano di far intervenire la Polizia contro le famiglie inadempienti.  Per tale motivo chiediamo all’Ufficio di Procura di verificare eventuali abusi da parte delle Asl ed accertare se le minacce di alcune scuole possano configurare il reato di violenza privata".



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