Cisl Fp: lo scaricabarile di fine anno di Lsu e Lpu

Calabria, Giovedì 18 Ottobre 2018 - 10:39 di Redazione

E’ stato scandito a gran voce anche in occasione dell’ultimo tavolo di negoziazione tenuto al 10° piano della Cittadella regionale della Calabria, presieduto dall’Assessore al lavoro, Angela Robbe, che la vertenza relativa ai lavoratori a tempo determinato provenienti dall’ex bacino LSU/LPU richiede interventi urgenti anche a  fronte della ormai imminente scadenza del contratto di lavoro. Tutti i rappresentanti di CGIL, CISL e UIL presenti alla riunione, unitariamente, hanno ribadito che gli LSU ed LPU della Calabria nonostante le molteplici contrattualizzazioni che hanno consentito loro di maturare il diritto alla stabilizzazione, rischiano ancora che la tanto agognata  fine della condizione di precarietà si allontani o, peggio, possa sfumare. Infatti, la recente convenzione tra Regione e Ministero del Lavoro, oltre a stanziare risorse insufficienti a retribuire l’orario di lavoro svolto attualmente dai lavoratori ex LSU, subordina l’erogazione dei fondi stanziati per quattro anni all’atto dell’assunzione a tempo indeterminato e non tiene conto dei lavoratori ex LPU, benché ormai equiparati agli ex LSU. Fin dall’inizio della vertenza, il Sindacato confederale ha delineato chiaramente e senza tentennamenti la strategia che dovrà essere seguita per raggiungere l’auspicato traguardo delle stabilizzazioni. E’ necessario, innanzitutto, ottenere dallo Stato lo stesso finanziamento  di 50 milioni  erogato  fin’ora e contemporaneamente la sua storicizzazione, in modo che questo, integrato dalle risorse stanziate dalla Regione pari a c.ca 38 milioni, possa garantire   la retribuzione dell’intero bacino. Ma occorre, altresì, ottenere le deroghe ai vincoli assunzionali che gli Enti in cui i lavoratori prestano servizio oppongono quale impedimento all’inserimento nei piani di fabbisogno.       La complessità di tale vertenza, che individua principalmente il Ministero del Lavoro come controparte, non esclude però livelli di confronto anche con la Regione, sia per avere certezza della continuità del finanziamento di sua competenza, sia perché rapidamente emani i provvedimenti normativi, tante volte annunciati, riguardo all’ incentivo all’esodo dei lavoratori e alla possibilità di mobilità tra Enti finalizzata a conseguire la stabilizzazione nelle Amministrazioni più capienti. Ineludibile anche il confronto con ANCI, così come già chiesto al tavolo regionale, al fine di avere chiara la condizione degli Enti, riguardo la loro capacità e disponibilità a procedere al definitivo inserimento in ruolo. Si invita, quindi, il Presidente dell’ANCI Calabria, piuttosto che ricorrere a comunicazioni che potrebbero provocare ulteriore allarmismo fra i lavoratori (già fin troppo oppressi da dubbi e paure sul loro futuro lavorativo e personale)  ad affrontare la questione in maniera costruttiva e propositiva assieme alle  Organizzazioni Sindacali, partecipando al tavolo di negoziazione che si chiede sia convocato con la massima urgenza dal Governatore Oliverio e dall’Assessore Robbe. E’ evidente che sarà, altresì, necessario  incalzare tutta la deputazione parlamentare calabrese che è certamente ben consapevole dell’importanza di procedere alla stabilizzazione definitiva di questi lavoratori. Per quanto concerne la riforma del contratto a termine introdotta dal cd. “decreto  Dignità” è il caso di rassicurare tutti coloro che erroneamente temono che la limitazione della durata massima dei contratti a 24 mesi si applichi anche ai contratti a tempo determinato degli LSP/LPU, in quanto il decreto stesso prevede espressamente che tale riforma non si applica al lavoro pubblico. La CISL Funzione Pubblica Calabria ritiene che per l’anno in corso debba essere scongiurato il rinnovarsi del “teatrino” che si è verificato allo scadere del 2017, con i lavoratori  trascinati in manifestazioni di protesta, sit-in e quant’altro e soprattutto deve essere evitato il solito “scaricabarile” di fine anno con rimpallo di responsabilità fra i vari livelli istituzionali.  Il problema va affrontato adesso, tutti assieme, primi fra tutti i Sindaci, che dovranno manifestare la loro reale volontà circa la stabilizzazione di questi lavoratori, che da oltre 20 anni contribuiscono a garantire i servizi alle comunità in Enti di grandi e piccole dimensioni. Volontà che va riscontrata nella previsione di queste figure professionali nei Piani triennali di fabbisogno del personale. Tutti assieme, dunque, animati da un unico obiettivo: la stabilizzazione!        

La Segretaria Generale                                             

Luciana Giordano  



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