Calcio e politica, il futuro del Catanzaro: tra "Ballottaggio" e "Ballettaggio"

Catanzaro, Lunedì 19 Giugno 2017 - 09:39 di Redazione

di Alessandro Manfredi - Calcio e politica. Non c'è statistica ufficiale che confermi il dato certo, ma tra gli italiani sembra che i due argomenti in questione rappresentino per la maggioranza di essi una priorità. Di certo, chi ha compreso questo, è la politica stessa, che a Catanzaro, almeno, ha incentrato su tale questione persino il ballottaggio del prossimo 25 giugno tra i due candidati a sindaco Sergio Abramo, del centrodestra, e Vincenzo Ciconte, del centrosinistra.

Scambio di comunicati accesi, notizie di acquirenti pronti a rilevare il Catanzaro Calcio riconducibili all'uno ed altri all'altro schieramento politico. Proclami, azioni fumose, ma concretezza, fin qui, pari a zero. Ed ecco che allora il ballottaggio, nel caso specifico del Catanzaro Calcio, diventi il "Ballettaggio".

Non in senso di balletto di notizie diffuse, ma proprio nel senso di balle, costruite e diffuse spesso con preciso scopo, quello di accaparrarsi consensi che alla fine possono fare la differenza il prossimo 25 giugno.

Però, i bisogni reali del Catanzaro Calcio, al momento, sono orientati tutti alla data del 30 giugno e all'iscrizione al prossimo campionato di serie C.

E, probabilmente, il Catanzaro Calcio di tutto ha bisogno, tranne che del "Ballettaggio". Abbiamo raccontato in esclusiva di come il presidente del Catanzaro, Giuseppe Cosentino, ha deciso di vendere la squadra e di fatto, anche se non ufficialmente, ha messo la società sul mercato, giocatori e suppellettili comprese, tutto come in una grande svendita promozionale. 

Abbiamo raccontato di come attualmente un fronte si muova sulle spalle di Abramo, sindaco in carica, che ha ricevuto le carte contabili ed ora è in cerca di acquirenti, ma non di certo tra coloro che a Catanzaro ed al Catanzaro non hanno lasciato bei ricordi, anzi, han proprio regalato incubi sportivi.

Abbiamo raccontato in anteprima di come ci sia un gruppo imprenditoriale del lametino pronto a farsi avanti, che prova a raccogliere forze economiche per rilevare la squadra dalla famiglia Cosentino. Abbiamo raccontato di un incontro da tenersi nello studio legale dell'avvocato Francesco Pitaro, di cui però al momento non ci è dato conoscere sviluppi. Non abbiamo fatto nomi, per delicatezza, ma anche per comprendere quanto di politico ci fosse su queste mosse e su queste notizie dette e non dette.

Ora la situazione si va schiarendo e, nonostante ancora se ne parli, atti ufficiali non ne fa nessuno, sia nel centrodestra che nel centrosinistra. Ballottaggio e Ballettaggio, dunque, andranno a braccetto fino al 25 giugno, ma poi al Catanzaro rimarranno solo cinque giorni.

Ed allora, meglio non guardare al Ballettaggio, meglio analizzare i fatti per quelli che sono allo stato attuale. Dalla famiglia Cosentino nessuno si è fatto sentire. E su Cosentino e famiglia pesa tanto il fronte giudiziario, quello di Money Gate, ma anche quello legato al pignoramento di 153mila euro sul conto bancario relativo ad altre note questioni. 

Sarebbe necessaria una riunione del Cda per dare pieni poteri effettivi a Gessica, figlia del patron, vicepresidente della società giallorossa, ma si attende, con speranza, di ricevere la revoca dei domiciliari per Giuseppe Cosentino e l'altra figlia, Ambra. Altrimenti, loro, dovrebbero dimettersi dal Cda, lasciando solo Gessica. Come si comprende, nel primo caso Giuseppe Cosentino tornerebbe abilitato ad operare direttamente, nel secondo caso, invece, tramite Gessica, il Cda dovrebbe per prima cosa aumentare la liquidità bancaria per ovviare ai pagamenti obbligatori tra stipendi dei dipendenti ed iscrizione al campionato. Perchè neppure la vendita del Catanzaro Calcio, poi, è così certa.

Insomma, ce n'è per smarrisrsi in un caos totale, eppure, tra domani e mercoledì, lo scenario potrebbe divenire decisamente meno complicato. Questa è la speranza dei tifosi del Catanzaro e della città. Dove calcio e politica, troppo spesso, vanno di pari passo.



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